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viernes, 1 de mayo de 2020

attivita italiano - in viaggio per l italia

 Oggi viaggeremo alla regione di Calabria . Vedremo per iniziare un video che parla della regione ... dopo cio risponderete alle seguenti domande

https://www.youtube.com/watch?v=N_FN7cfeSFY
  1. dov e situata la Calabria
  2. come la chiamarono gli antichi
  3. che esempio rimane in cuanto a architettura
  4. nominate alcuni luoghi che si possono vedere vicino al mare 
  5. raccontate dell isola di Dino 
  6. in quanti kilomdetri si estende il parco Nazionale della Sila 
  7. cual e la citta capoluogo 
  8. a Catanzaro cosa si puo ammirare
  9. Reggio Calabria si trova un museo, cosa si trova di trascendentale in questo museo 
  10.  tradizioni - qual e la carne piu pregiata. Nomitate alcune delle specialita della regione in quanto a cucina
  11. quali sono i dolci e da dove ricevono ispirazione 
scusate la mancanza di accenti e segni di interrogazione  ho avuto un problema con la tastiera del computer 




viernes, 24 de abril de 2020

ATTIVITÀ ITALIANO N6- ITALIA DA SCOPRIRE

OGGI VEDREMO UN VIDEO SU UNA DELLE REGIONI ITALIANE " LA BASILICATA"

https://www.youtube.com/watch?v=ULMyzOsmr7c



La regione Basilicata è situata tra la Calabria e la Puglia, nella parte meridionale dell’Italia. Non si visita la Basilicata per caso, ma si sceglie di soggiornare in questa terra solo per vivere un’esperienza diversa, immergendosi in luoghi dove silenzio, colori, profumi e sapori portano lontano dal frastuono e dallo stress della vita moderna, regalando sensazioni uniche.

I boschi e le foreste che ricoprono le montagne sono costellati da piccoli e suggestivi borghi fin sopra i 1000 m di altitudine, dove l’aria pura, i sapori genuini e le bellezze della natura si uniscono alle testimonianze storiche per soddisfare ogni desiderio di conoscenza.

Bellissima, e tuttavia ancora poco esplorata, è la zona dei Laghi di Monticchio, una delle aree più spettacolari della Basilicata.
Il lago Grande e il lago Piccolo, sono due splendidi specchi d’acqua che occupano i due crateri, ormai spenti, del Monte Vulture e sono circondati da una fitta e lussureggiante vegetazione.

La Basilicata è bagnata da due mari: lo Ionio e il Tirreno.
La costa ionica, con le due note località di Metaponto e Policoro, offre ampie spiagge di sabbia finissima o di ciottoli, in alcuni tratti circondate da pinete e filari di eucalipto.

Il Golfo di Policastro, sul versante tirrenico, presenta una costa alta e frastagliata, dove i promontori a picco sul mare sono intervallati da piccole spiagge lambite da un mare cristallino.

Le province sono: Potenza e Matera.


Matera, città dei Sassi, un luogo unico entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, insieme alle sue numerose chiese rupestri.
Una passeggiata lungo i vicoli della Civita, il nucleo più antico della città, permette di addentrarsi nell’antico agglomerato urbano, formato da una fitta rete di grotte, scavate nella roccia dai pastori per dare rifugio alla propria famiglia ed alle bestie.
Un’architettura arcaica, senza alcuna progettazione, che ha dato origine ad una vera e propria opera monumentale, divenuta attrazione per milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo.
Un luogo talmente unico da essere stato scelto per l'ambientazione di diversi film, tra cui “The Passion”.

C'è poi la costa di Maratea, 32 km di litorale sul versante tirrenico della Basilicata, famosa per la ricchezza e la bellezza dei suoi fondali marini.
Questa splendida terra offre innumerevoli piccole spiagge dove rilassarsi al sole e rinfrescarsi nelle acque cristalline di un mare incontaminato.
Inoltre, attraverso i tour in barca si possono visitare le tante grotte marine che costellano il litorale.

La città di Maratea è una preziosa perla incastonata nel suggestivo Golfo di Policastro, dominato dall'alto dall'imponente Statua del Redentore.




Gran parte del territorio della Basilicata è occupato da montagne, coperte da meravigliosi boschi e splendide foreste, un paesaggio spettacolare dove ci si può rigenerare, divertirsi e mangiare bene tutto l’anno.

Molte sono le possibilità di svago e di divertimento in inverno, quando la neve ricopre le alte vette. Ma anche d’estate la montagna è un luogo ottimale per chi ama passeggiare, arrampicarsi, andare in bicicletta o anche semplicemente rilassarsi.
Correre su un rollerbe, un veicolo a due ruote per divertirsi sull’erba, oppure scivolare, seduti o sdraiati, da soli o in gruppo, su gommoni gonfiabili (snow tubing) o, ancora, cimentarsi in una discesa a bordo di un devalkart: modi originali per trascorrere le proprie vacanze nella natura incontaminata di questa terra.

In Basilicata ci sono tanti luoghi meravigliosi da esplorare anche a cavallo o in sella ad una mountain bike o semplicemente a piedi, percorrendo uno dei tanti sentieri che si inerpicano sulle montagne.

Anche l'acqua è un elemento determinante nella natura di questa terra.
Torrenti e ruscelli che scendono dalle montagne, laghi circondati da una vegetazione lussureggiante, e poi il mare dalle mille sfumature di blu.
Un mare che permette di praticare numerose attività, come il rafting o il torrentismo, il canottaggio o la vela, le immersioni subacquee o la pesca sportiva.

E per gli amanti dello shopping e della vita notturna, Maratea è la meta ideale: uno sguardo alle vetrine del centro, una cena in uno dei caratteristici ristoranti del porto, un dessert nei bar della piazzetta e, per finire la serata, un salto in uno dei tanti locali notturni per ballare fino a tarda notte.

La cucina tipica della Basilicata è interamente basata sui prodotti locali, sapientemente combinati in pietanze caratteristiche e d’antichissima tradizione.

Protagonista delle tavole lucane è la pasta di grano duro, lavorata a mano con gli antichi utensili come la rasola, la cavarola (rispettivamente una lama e un piccolo tagliere) e la maccarunara. Serve poi l’abilità e la maestria delle massaie per riuscire a creare certi formati di pasta, come i minuich e i tria.

Nei sughi molto saporiti è onnipresente il peperoncino, qui chiamato diavolicchio.

La panella - grandi forme di pane con impasto a base di farina e patate bollite - ed il pancotto - fette di pane abbrustolite ammorbidite nel brodo e arricchite con uova - sono due tipici piatti a base di pane, un altro alimento ricorrente nella cucina lucana.

Come da tradizione i lucani gustano spesso pietanze a base di carne d’agnello, come il cazmarr, il polpettone d’interiora (che in dialetto si chiama gnumaredd) e il cutturiddi, una specie di stufato.
Apprezzata anche la testina d’agnello, che viene cotta al forno e condita con origano e pecorino.
Tra le carni è famosa la lucanica, una salsiccia di carni magre di suino, preparata in numerose varianti, senza l’impiego di additivi.

Altra regina della gastronomia della Basilicata è la verdura che, abbinata al peperoncino, offre un’ampia varietà di gustosi piatti. Ricordiamo il calzone di verdura, la ciammotta (frittura di patate, peperoni e melanzane condita con pomodoro), la cialledda, con fave, patate e carciofi, e l’insalata di lampaggioni.

Una superba sintesi vegetariana è poi costituita dal ‘piatto d’erbe alla lucana’, in cui troviamo, cotti insieme e conditi con olio d’oliva, cipolle, melanzane, peperoni, pomodori, aglio, basilico e prezzemolo.


ATTIVITÀ : 
  1. CERCATE DUE PIATTI TIPICI DELLA BASILICATA ( UNO DOLCE E UNO SALATO)
  2. CERCATE IMMAGINI DI POSTI DA VISITARE INQUESTA REGIONE 
  3. SCRIVETE UNA LETTERA AD UN AMICO INVITANDOLO A VISITARE LA BASILICATA ( DITEGLI LE CARATTERISTICHE DELLA REGIONE, COSA PUÒ VEDERE E COSA PUÒ MANGIARE E FARE) 




jueves, 16 de abril de 2020

ATTIVITÁ ITALIANO N6- IN VIAGGIO PER L ITALIA

NELLA LEZIONE DI OGGI VEDREMO L´ITALIA E LE SUE CARATTERISTICHE .  VIAGGIATE ASSIEME IL VIDEO E DOPO RISPONDETE

https://www.youtube.com/watch?v=LfcIbPFlIc4&list=PLWi3--btDaJhKMx7pDiWbO9CRFqxm5d17


  1.  COSA CUSTODISCE L´ITALIA NELLE SUE REGIONI?
  2. COME SI CHIAMANO LE MONTAGNE DELLA VAL D´AOSTA?
  3. NOMINATE UN VINO DEL PIEMONTE 
  4. QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DELLA LIGURIA?
  5. NOMINATE I LAGHI DELLA LOMBARDIA
  6. QUAL´É LA CITTÁ PIÚ IMPORTANTE DEL VENETO ?
  7. FRA COS´ É IL FRIULI VENEZIA GIULIA?
  8. COS´É LA RIVIERA DELL´EMILIA ROMAGNA?
  9. CERCATE CITTÁ IMPORTANTI DELLA TOSCANA 
  10. DOVE DEGRADANO I MONTI E LE COLLINE DELLE MARCHE?
  11. COSA CARATTERIZZA IL LAZIO ?
  12. QUAL´E´LA PATRIA DI SAN FRANCESCO ?
  13.  COS´É L´ABRUZZO SECONDO IL VIDEO  ?
  14. QUALI SONO ALCUNE DELLE TRADIZIONI ANTICHE DEL MOLISE? CERCATE
  15. QUE LUOGHI NOMINA PER LA CAMPANIA?
  16. COSA CUSTODISCE LA BASILICATA?
  17. COSA SONO  I TRULLI ?
  18. DOVE SI TROVANO I MONTI DELLA SILA ?
  19. DI CHE CIVILTÁ DEL PASSATO HA REPERTI LA SICILIA ?
  20. NOMINATE IL CAPOLUOGO DELLA SARDEGNA 

jueves, 9 de abril de 2020

attivitá italiano N6- In viaggio per l´Italia

Vedremo in questa attivitá del blog i verbi pronominali FARCELA E ANDARSENE. Per face cio vedrete i seguenti video e dopo realizzeremo le attivitá corrispondenti del libro dello studente 



Come attivitá realizzerete il punto 1 pag 27 del libro dello studente

trovate la coniugazione degli altri verbi pronominali (sentirsela, poterne,cavarsela)





Completa le frasi con i seguenti verbi. 
Sentirsela (di) 
1. Ti vedo stanco, ________________ di guidare?
 2. (Io) non _________________ di frequentare il master. Sono altri 3 anni di studio!
 3. Nadia non _________________ di raccontare a Laura tutta la verità. 

Farcela (a) 
1. Signora, posso aiutarla con la spesa? No Guido, grazie, ________________ da sola.
 2. Silvia, _________________ ad arrivare in tempo per l’inizio del concerto? 
3. (Io) non __________________ più a vivere in questa città! È troppo caotica! 

Andarsene 1. 
Sono stanca di questa situazione, _______________ !
 2. Ma (voi) ____________________ così presto? La serata è appena iniziata!
3. Che cosa fai, _________________ senza salutarmi?

 Poterne (di)
1. (Io) non _________________ più di questo rumore, chiudi la finestra per favore! 
2. Giulia e Maurizio non ______________________ più di vivere in città. 
3. A mia madre non piace l’inverno, non ________________ più del freddo! 

Cavarsela (con/in) 
1. Come va Marco a scuola? Beh, diciamo bene, ________________ in quasi tutte le materie. 
2. Io con la chitarra ____________________, ma sono davvero stonato. 
3. Gli stuntmen , quando cadono, _________________ spesso solo con qualche graffio. 


4. Completa le frasi con i seguenti verbi: andarsene, farcela, poterne, sentirsela, cavarsela. 
1. Pietro e Andrea non ______________________ di scalare l’Everest; è un’impresa troppo difficile per loro. 
2. Signorina, _________________ a inviare la presentazione del nuovo prodotto per le 5? 
3. Ci dispiace, ma non ____________________ a venire alla festa dei tuoi.
 4. Ma quanto lavoro! Non _________________ più di queste carte! Oggi finirò tardissimo! 
5. Come (tu) ____________________ in matematica? Beh,abbastanza bene, vuoi una mano con i compiti?
 6. Scusa, è tardi, ho sonno, _________________! 
7. Perché hai quella faccia? Scommetto che non ___________________ più di tua suocera, vero?
 8. L’estate è finita e così tutti i turisti ____________________. 
9. Con l’inglese _________________, nelle altre materie, invece, non sono per niente bravo. 
10. Scusa, ma adesso (io) non ___________________ proprio di parlare con Franca!

viernes, 3 de abril de 2020

attivitá italiano - il sonnellino- N6- VILLA MERCEDES PROF ELIANA ROSA

Perché il sonnellino si chiama pennica, siesta o pisolino? 

1. Attività Rispondi alle domande 
1. Durante il fine settimana, o in vacanza, dormi dopo pranzo? 
2. Nel tuo paese, quando la gente lavora, fa una pausa dopo pranzo per riposarsi?
 3. Che cosa sai della “siesta” in Italia? 

2. Leggi l’articolo e immagina un titolo per ogni paragrafo.

 IN PIGIAMA O VESTITI SUL DIVANO LA SOSTANZA NON CAMBIA. IL NOME SÌ. 

1 ................................................................................ Venti, trenta minuti di sonno, rigorosamente in pigiama, dopo pranzo: questa è la siesta, tipica abitudine spagnola. Il nome deriva dal latino hora sexta, che per gli antichi Romani indicava la metà della giornata, iniziata all’alba (hora prima). I Romani infatti dividevano la giornata in 12 ore, indipendentemente dalla sua diversa durata in estate e in inverno. L’abitudine al sonnellino postpranzo è diffusa anche in America Latina, Cina, India e nei Paesi del Mediterraneo. La siesta consente di non affaticarsi nelle ore più calde e durante la digestione. Nel 2005 la siesta è stata presa di mira dall'allora premier spagnolo Zapatero che ha provato a normalizzare gli orari eliminando la pausa pranzo lunga. La manovra ha provocato polemiche e iniziative curiose, come il “Campionato nazionale di siesta”, tenutosi in un centro commerciale di Madrid. 


2 ................................................................................ Diversa è l'origine (e il significato) del nostro pisolino e della pennica che di solito si fanno in poltrona o divano. E certamente non in pigiama. Iniziamo dalla pennica, il cui nome deriva dal latino pendiculare che significa "essere sospeso, inclinarsi". Chi dorme seduto su una poltrona o una sedia in effetti pende sui lati o in avanti o indietro. La voce allude al movimento declinante e oscillatorio del capo di chi sta per addormentarsi in una posizione scomoda. 


3 ................................................................................ La locuzione, di origine toscana, indica un sonno breve e leggero. “Pisolino¹” è un diminutivo di “pìsolo”, derivato da “pisolare”, di origine incerta ma di uso comune a Pistoia. Al principio del II secolo a. C. Pistoia era una città romana destinata all’approvvigionamento² delle legioni³. Il suo nome antico (Pistorium) allude forse a questo suo ruolo: il pistor era infatti il fornaio. E, nel gergo dei fornai, il verbo “pisolare” (probabilmente dal latino pisare, “macinare”) equivale a “macinare⁴ leggermente” e, per metafora, a “russare lievemente”. 

 In italiano si dice “schiacciare un pisolino”. Questa espressione risale alla tradizione fiorentina orafa rinascimentale. In quel tempo nelle botteghe la colata dello stampo veniva "stiacciata" cioè tolta dallo stampo e lasciata a raffreddare. Nel frattempo gli orafi, che lavoravano di notte, ingannavano l'attesa della "stiacciata" cioè del raffreddamento, andando a "stiacciare un pisolino”. ² Rifornimento di cibo. ³ “Gruppo” di soldati. ⁴ Trasformare in polvere. 

3. Attività . Cercate su internet i posti più strani per schiacciare un pisolino e mostrate ai vostri compagni il luogo che secondo voi è il più strano.

jueves, 26 de marzo de 2020

attivitá italiano COLLOQUIO DI LAVORO (VIDEO) N6 VILLA MERCEDES

  1. Nell´ultima unitá del anno scorso avete parlato dei colloqui di lavoro e di curriculum vitae .é per questo che l´attivitá che vi propongo oggi ha a che fare giustamente con questi temi . 
  2. Dovrete vedere il seguente video e dopo ció raccontare di cosa tratta ogni punto di cui si parla .
  3. inoltre vi chiedo di fare attenzione a parole sconosciute per voi ,affinche possiate trascriverle e cercarle per arricchire il lessico che giá avete
  4. come ultima attivitá raccontate un vostro colloquio


buon visionato ...aspetto i vosgtri compiti


sábado, 21 de marzo de 2020

attivitá italiano LETTURA- N6 VILLA MERCEDES


I tre figli


Tre donne andarono alla fontana per attingere acqua. Presso la fontana, su una panca di pietra, sedeva un uomo anziano che le osservava in silenzio ed ascoltava i loro discorsi.
Le donne lodavano i rispettivi figli.
“Mio figlio”, diceva la prima, “è così svelto ed agile che nessuno gli sta alla pari”.
“Mio figlio”, sosteneva la seconda, “canta come un usignolo. Non c’è nessuno al mondo che possa vantare una voce bella come la sua”.“E tu, che cosa dici di tuo figlio?”, chiesero alla terza, che rimaneva in silenzio.“Non so che cosa dire di mio figlio”, rispose la donna. “È un bravo ragazzo, come ce ne sono tanti. Non sa fare niente di speciale…”.
Quando le anfore furono piene, le tre donne ripresero la via di casa. Il vecchio le seguì per un pezzo di strada. Le anfore erano pesanti, le braccia delle donne stentavano a reggerle.
Ad un certo punto si fermarono per far riposare le povere schiene doloranti.
Vennero loro incontro tre giovani. Il primo improvvisò uno spettacolo: appoggiava le mani a terra e faceva la ruota con i piedi per aria, poi inanellava un salto mortale dopo l’altro.
Le donne lo guardavano estasiate: “Che giovane abile!”.
Il secondo giovane intonò una canzone. Aveva una voce splendida che ricamava armonie nell’aria come un usignolo.
Le donne lo ascoltavano con le lacrime agli occhi: “è un angelo!”.
Il terzo giovane si diresse verso sua madre, prese la pesante anfora e si mise a portarla, camminando accanto a lei.
Le donne si rivolsero al vecchio: “Allora che cosa dici dei nostri figli?”.
“Figli?”, esclamò meravigliato il vecchio. “Io ho visto un figlio solo!”.

DOPO AVER LETTO IL RACCONTO

1- SOTTOLINEATE NEL TESTO LE PAROLE SCONOSCIUTE 
2-SCRIVETE CON LE VOSTRE PAROLE QUALE SAREBBE LA MORALE DELLA STORIA APPENA LETTA.
3- SCEGLIETE UN RACCONTO BREVE E TRANSCRIVETELO 

lunes, 16 de marzo de 2020

I pronomi relativi . attivitá italiano N6 - Villa Mercedes

 I PRONOMI RELATIVI SOSTITUISCONO UN NOME, COME TUTTI I PRONOMI, E IN PIÙ METTONO IN RELAZIONE DUE FRASI, UNENDOLE IN UNA FRASE SOLA.

 Il pronome relativo più importante è che: è invariabile, cioè non cambia mai: va bene per il maschile e per il femminile, sia al singolare sia al plurale.
Maschile singolare Il ragazzo che lavora nel bar è rumeno. 
Maschile plurale I ragazzi che lavorano nel bar sono rumeni.
Femminile singolare La ragazza che lavora nel bar è rumena. 
Femminile plurale Le ragazze che lavorano nel bar sono rumene.

 Negli esempi precedenti che è usato come soggetto.
Che può anche essere usato come oggetto.
Le scarpe che ho buttato via erano completamente consumate. (il soggetto della frase è ‘io’)
Il latte che hai comprato è scaduto. (il soggetto della frase è ‘tu’)

In tutti i casi che può essere sostituito da quale; però, mentre che è invariabile, quale ha quattro forme (maschile, femminile, singolare, plurale). il quale la quale i quali le quali

uando il pronome relativo è preceduto da una preposizione , possiamo usare: • cui (invariabile) • quale (quattro forme: il quale, la quale, i quali, le quali)
Questa è la casa in cui (= nella quale) vivo da sempre.
Questo è l’amico di cui (= del quale) ti ho parlato tanto.

Le frasi che incominciano con un pronome relativo si chiamano frasi o proposizioni relative.

1 -Sottolinea in rosso i pronomi relativi che trovi nelle seguenti frasi e in blu le parole a cui si riferiscono. 

1. Il centralino mi ha dato un numero di interno che probabilmente era sbagliato.
2. La legge che è stata proposta da alcuni partiti sarà approvata.
3. Ti piace la canzone che ha vinto il festival?
4. Aureliano, che è sempre stato benissimo, da qualche mese si ammala continuamente.
 5. Matteo gioca con l’acqua in una vasca che suo papà ha messo sul terrazzo.
6. Non so se la signora che ho visto in segreteria sarà la nostra nuova preside.

2 • Completa le seguenti frasi, usando il pronome cui più la preposizione necessaria. 
1. La casa . . . . . . . . . . . . . abito ora è molto più grande di quella di prima.
2. Le cugine . . . . . . . . . . . . . ti ho parlato arriveranno in Italia il prossimo mese.
3. La città . . . . . . . . . . . . . vengo si trova nell’interno dell’Ecuador.
4. La persona . . . . . . . . . . . . . scrivo mi è molto cara.
5. Il computer. . . . . . . . . . . . scrivo è nuovissimo.
6. I motivi . . . . . . . . . . . . mi arrabbio con Carlo sono sempre gli stessi.

3 • Inserisci nelle frasi seguenti il pronome relativo adatto. 
1. La pizza . . . . . . . . . . . . . fanno qui è la migliore della città.
2. Ti spiego il motivo per. . . . . . . . . . . . . sono qui.
3. Franco è il ragazzo con . . . . . . . . . . . . . esce mia sorella.
4. Ho già speso tutti i soldi . . . . . . . . . . . . . mi ha dato mio padre.
5. La sedia su . . . . . . . . . . . . sei seduto sta per rompersi.
6. Mi è piaciuto molto il libro . . . . . . . . . . . . mi hai portato.
7. Il compito in classe . . . . . . . . . . . . abbiamo fatto ieri era difficile.
8. Il motorino . . . . . . . . . . . . ha investito Laura andava troppo veloce.